Tag

Dala Nasser

Browsing

Dal 19 al 22 novembre, Manarat Al Saadiyat, ad Abu Dhabi, ospita la prima storica edizione di Frieze nel continente arabo. Oltre 80 gallerie internazionali con al centro della scena la materia politica dell’artista libanese Dala Nasser.

Ci sono appuntamenti che vanno oltre il calendario globale e ridisegnano la mappa della cultura contemporanea. L’inaugurazione di Frieze Abu Dhabi, prevista dal 19 al 22 novembre al Manarat Al Saadiyat, segna il definitivo salto di scala del Golfo Persico. L’evento rappresenta l’evoluzione del format di Abu Dhabi Art verso la nascita di una piattaforma ad altissimo coefficiente politico e strategico.

Il messaggio istituzionale punta sulla forza d’impatto di oltre 80 gallerie provenienti da 36 Paesi. La vera dichiarazione d’intenti del festival risiede nell’opera simbolo della manifestazione. L’inaugurale Frieze Abu Dhabi Artist Award è stato assegnato all’artista libanese Dala Nasser, nata a Tiro nel 1990 e oggi attiva tra Beirut e Londra. La scelta appare chiara: gli organizzatori rifiutano il luccichio dell’arte puramente speculativa per mettere al centro della fiera il peso specifico della memoria.

Al centro dell’esposizione dominerà Qubbat Duris, un’installazione monumentale e viscerale. Nasser prende come punto di partenza un monumento del XIII secolo situato nei pressi di Baalbek, nella Valle della Bekaa in Libano. L’opera si articola su una struttura lignea da cui pendono tessuti dipinti e trattati. Manca la freddezza del supporto digitale, sostituita dalla concretezza tattile di carbone, cenere, argilla, terracotta e pigmenti naturali.

Nasser evita il concetto astratto di rovina per trattare la materia stessa come un archivio e un testimone politico. In una fase di estrema fragilità per il Medio Oriente, l’artista porta nel cuore del Golfo una meditazione profonda sui paesaggi minacciati, sulla memoria stratificata delle pietre e sulla capacità del suolo di conservare le tracce di ciò che è stato distrutto.

Frieze Abu Dhabi articola la sua presenza sul territorio con una struttura corale che supera gli spazi espositivi indoor. La sezione In Dialogue, curata da Dirwaza Curatorial Lab, mette in circuito artisti affermati ed emergenti degli Emirati Arabi Uniti. Parallelamente, Frieze Sculpture trasforma dal 16 novembre la spiaggia di Mamsha Beach su Saadiyat Island in uno spazio espositivo per cinque sculture monumentali a cielo aperto, mentre tre giornate di incontri e dibattiti approfondiranno il ruolo del collezionismo, il sistema curatoriale e il futuro del mercato arabo.

L’ingresso di Frieze nella capitale emiratina evita la dinamica dell’importazione commerciale a senso unico e attiva una rotta a doppio binario tra il Golfo e il resto del mondo arabo. Sul piano globale, Frieze porta ad Abu Dhabi la sua rete internazionale, costretta a misurarsi con un ecosistema espressivo che rifiuta l’estetica di superficie e chiede sostanza storica. Allo stesso tempo, i Paesi del Golfo smettono di essere semplici acquirenti di opere d’arte occidentali e si consolidano come i principali finanziatori e casse di risonanza per l’arte contemporanea della regione MENA.

Pin It